Difficile

Difficile da leggere per le implicazioni emotive che scatena. Qui si sommano due atrocità: quella dei campi di concentramento con tutti gli orrori che vi si sono verificati e quella di una madre incapace di dare amore, che si sottrae al proprio ruolo all'interno della famiglia per diventare SS.

Per tutto il romanzo (fortunatamente breve) assistiamo a questo confronto fra una figlia e una madre ormai novantenne, ma ancora incapace di riconoscere i propri errori politici e la gravità degli orrori commessi come SS.

E' proprio questa incapacità anche nel riconoscere le proprie mancanze come mamma che sconcerta e lascia dentro una sensazione di profondo sdegno che si aggrava via via che ci si avvicina al finale.

Se poi si pensa che si tratta di una storia vera, il tutto diviene ancora più agghiacciante. Ho molte remore sullo stile utilizzato dall'autrice, che non mi è piaciuto molto, ma capisco che probabilmente la partecipazione emotiva ha prevalso sulla forma.

copertina di Lasciami andare, madre

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