Recensione

Marla Mason è a capo degli stregoni della città di Felport; suo il compito di proteggere la città da qualsiasi minaccia. Ma i problemi più grossi per Marla arrivano dai rivali stregoni, che ambiscono alla sua posizione alla guida della città.

Susan Wellstone, la più temibile tra questi, da mesi sta preparando un terribile incantesimo per eliminare Marla (e come effetto collaterale, spazzare via l'intera Felport). Marla viene a sapere troppo tardi delle intenzioni della rivale; la sua unica speranza ora è di trovare una cornerstone, un potente artefatto che può contrastare l'incantesimo di Susan. Marla ed il suo braccio destro Rondeau partono dunque alla volta di San Francisco, dove è custodita una delle quattro cornerstone conosciute.

Marla ben presto si troverà invischiata nelle lotte di potere del concilio degli stregoni locale, e scoprirà che qualcuno sta già meditando di usare la cornerstone per scopi non esattamente umanitari.

Non tenterò di spiegare perché mi sono impegolato con un altro titolo urban fantasy. Ormai mi sono rassegnato: oggi tanto mi succede di ricascarci, dev'essere una malattia cronica.

La piaga di questo sotto-genere del fantasy è la palese ripetitività di trame/situazioni/personaggi. Scegliete una città qualsiasi negli Stati Uniti, aggiungete la componente soprannaturale (maghi, vampiri, licantropi, ecc. in dosi variabili a seconda della ricetta), aggiungete un/una protagonista appartenente a tale fauna soprannaturale ed un super-cattivo generalmente intento a spazzare via tale città o il mondo intero. Spruzzate il tutto con un amico poliziotto che si rivolge al/alla protagonista per risolvere i casi inspiegabili. Con lievi variazioni di questa ricetta potete ottenere il 90% dell'urban fantasy in circolazione (con l'esclusione di alcuni autori tipo Gaiman o Mièville, che fortunatamente fanno storia a sé).

Di fronte ad una formula così trita e ritrita, cos'è che può rendere un titolo interessante? L'abilità dell'autore, indubbiamente. Per cimentarsi con questo genere letterario, tirandone fuori qualcosa di leggibile, bisogna saper scrivere molto bene. E fortunatamente Pratt sa scrivere bene. Il fatto che abbia vinto un premio hugo per il miglior racconto breve nel 2007 già può dare un indizio in tal senso.

Il personaggio di Marla si discosta abbastanza dalla classica figura dell'eroe in missione per salvare il mondo. Marla ha un senso morale tutto suo, fatto di lealtà verso la sua città e crudeltà verso tutto il resto del pianeta. Niente azioni eroiche fatte per senso di umanità verso il prossimo quindi; se per caso, nel perseguire i suoi scopi,Marla riesce a far coincidere il suo interesse con quelli collettivi, ben venga per tutti. Altrimenti Marla tira dritta per la sua strada, fregandosene del resto. La cosa interessante è che Marla è ben consapevole di questo suo cinico modo di essere, e lo ritiene necessario per poter svolgere il suo lavoro. I maghi del mondo creato daPratt sono infatti, senza esclusione alcuna, unamanica di farabutti, sempre intenti a pugnalarsi alle spalle a vicenda. In questo contesto,Marla si considera forse il minore dei mali, ma senza mai cadere nell'errore di ritenersi una brava persona. Insomma, Marla è un personaggio decisamente interessante, quantomeno per via della sua ambiguità etica.

Pur non introducendo nessun elemento di per sè particolarmente innovativo, il mondo soprannaturale di Pratt riesce a risultare nel complesso abbastanza originale e ben caratterizzato. Molti aspetti vengono soltanto accennati, lasciando intuire un background ben più complesso di quanto non venga presentato in questo primo volume. Vedremo nei prossimi volumi se la mia impressione sarà confermata.

L'unico lato negativo del romanzo è, come già anticipavo all'inizio, la trama, che a conti fatti si riduce al solito "eroe in missione per fare a fettine il cattivo che vuole distruggere il mondo". Però non mi aspettavo niente di diverso, forse è per questo che la cosa non mi ha dato troppo fastidio.

In conclusione, uno dei migliori urban fantasy che abbia letto. Sicuramente leggerò anche gli altri volumi della saga.

Ah, quasi dimenticavo. Non posso chiudere questa recensione senza menzionare una delle situazioni più divertenti del romanzo; Marla & C. si imbucano ad una festa organizzata dal super-mega-boss dei maghi di San Francisco. La sorpresa è che la festa in questione è un sex-party dalle tinte decisamente sadomaso (il che non scoraggia Marla , che anzi ci prende gusto e si ritrova a scrivere il suo nome a frustate sulle chiappe di un consenziente malcapitato). Tutto questo perchè il suddetto mega-boss è un pornomante, che trae il suo potere dall'energia sessuale degli invitati. Pensavate di averle viste tutte in fatto di stregoni e maghetti, eh?


foto di T.a. Pratt

T.a. Pratt

T.A. Pratt lives in Oakland, California with partner H.L. Shaw, and works as a senior editor for a trade publishing magazine.

copertina di Blood engines

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