Recensione

Storia molto intensa di una non mamma affettuosa e di una mamma fredda e arida. In alcuni punti si arranca un po' perché sembra che il tempo non scorra mai, d'altra parte si tratta di un romanzo giapponese.

Nella prima parte, quella che descrive il rapimento e le successive fughe, l'atmosfera diventa via via più angosciosa e trasmette proprio la sensazione di essere perennemente braccata.

Io però ho preferito la seconda parte, quella che parla di Erina, svelando i particolari di ciò che nella prima parte è solo accennato. Struggente il finale, ma assolutamente azzeccato.

copertina di La cicala dell'ottavo giorno

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