Recensione

Noam Chomsky è universalmente considerato uno dei più importanti pensatori del nostro tempo. Negli ultimi trent'anni le sue conferenze sul passato, sul presente e sul futuro della politica di potere hanno interessato un pubblico tra i più eterogenei. Per chi desidera ascoltare questa voce, che sia nuovo al pensiero chomskiano o che voglia conoscerlo nella sua interezza, "Capire il potere" raccoglie per la prima volta i suoi interventi fondamentali. Gli argomenti spaziano dalla politica estera statunitense alla crisi del welfare state con l'amministrazione Clinton. Tracciano una mappa illuminante delle connessioni tra la spinta imperialista verso il resto del mondo e le ripercussioni negative sulla società americana. Toccano i temi dell'attivismo politico e del ruolo dei media. Si tramutano in proposte d'intervento concreto per un rinnovamento della società e per la soluzione di questioni internazionali cruciali, come la crisi in Medio Oriente, il controllo delle risorse energetiche in Afghanistan e nelle ex repubbliche sovietiche, l'emergere di nuove potenze come la Cina e l'India. -Tratto dal retro di copertina Dopo aver letto le prime 40 pagine di questo libro, mi sono fermato un attimo a riflettere e mi sono accorto di una cosa: avevo capito di più sulla situazione geopolitica mondiale negli ultimi 30 minuti che in 30 anni di telegiornali e carta stampata. Non sto esagerando. Da bambino, guardando in tv le notizie sulla situazione in medioriente, non riuscivo mai a seguire il filo degli avvenimenti. Pensavo "è roba troppo complicata, non posso sperare di capirla". Ma ero solo un bambino. Adesso ho 30 anni, ho avuto la fortuna di poter studiare e prendere una laurea, ma la situazione non è cambiata. Guardo raffiche di servizi giornalistici sugli attentati in Israele/Palestina, ma continuo a non capire che cosa stia succedendo. Ma adesso non posso più nascondermi dietro un "è roba troppo complicata". Se sono riuscito a passare l'esame di Fisica II al Politecnico (per un pelo, lo ammetto), rifiuto di credere che le ragioni di un conflitto, per quanto complesse, siano aldilà delle mie capacità di comprensione. Ma allora esiste solo un'altra spiegazione plausibile. Qualcuno non vuole che la gente capisca cosa sta effettivamente succedendo. Chiamatemi paranoico, ma io la vedo così. E dopo aver letto questo libro, mi sono accorto di non essere il solo. Chomsky ha, a mio modo di vedere, due straordinarie capacità. Innanzitutto dispone di una quantità impressionante di informazioni, derivanti dal costante monitoraggio della stampa americana ed internazionale, nonchè dei documenti che periodicamente vengono declassificati dal governo USA. L'altra capacità è quella di saper individuare a colpo sicuro in questo oceano di carta stampata le informazioni che davvero contano, mettendole in relazione e traendo conclusioni con una serie di semplici ragionamenti "alla portata di qualsiasi quindicenne", come egli stesso afferma. Il fatto è che ci riesce con una tale naturalezza che, dopo averlo ascoltato/letto, viene è inevitabile pensare "ma è talmente ovvio, come ho fatto a non capirlo da solo?". Gran parte delle tesi di Chomsky mi sono suonate familiari, le avevo già quantomeno intuite, direi quasi a livello inconscio. Però non ero mai riuscito a rimettere insieme tutti i pezzi, a ricostruire il "bigger picture". Da questo punto vista, questo libro mi ha aiutato molto. Se quanto ho scritto in questa pagina vi suona familiare, questo è il libro per voi.


Quotes

"Vedete, finchè ci sarà il controllo privato dell'economia le forme di governo non importano, perchè i governi sono impotenti. Il fatto è che il potere sta sempre altrove. "

"[Il segreto imposto dai governi] non viene imposto per motivi di sicurezza, ma solo per far sì che la popolazione non venga a sapere quello che sta succedendo."

"Ogni governo ha bisogno di spaventare la sua popolazione, e un modo per farlo consiste nel coprire di mistero la sua attività."

"La stampa ha un compito: impedire alla gente di capire il mondo e indottrinarla."


foto di Noam Chomsky

Noam Chomsky

Avram Noam Chomsky, nato a Philadelphia il 7 dicembre 1928, è uno scienziato e teorico della comunicazione statunitense. Professore emerito di linguistica al Massachusetts Institute of Technology è riconosciuto come il fondatore della grammatica generativo-trasformazionale, spesso indicata come il più rilevante contributo alla linguistica teorica del XX secolo. La teoria della grammatica generativa, alcuni dei cui elementi essenziali sono già presenti nell'opera Syntactic Structures del 1957, si caratterizza per la ricerca delle strutture innate del linguaggio naturale, elemento distintivo dell'uomo come specie animale, superando la concezione della linguistica tradizionale incentrata sullo studio delle peculiarità dei linguaggi parlati. L'influenza del pensiero di Chomsky va ben al di là della stessa linguistica, fornendo interessanti e fecondi spunti di riflessione anche nell'ambito della filosofia, della psicologia, delle teorie evoluzionistiche, della neurologia e della scienza dell'informazione. A partire da una forte presa di posizione contro la guerra del Vietnam a metà degli anni sessanta, all'attività accademica Chomsky affianca un notevole impegno politico e sociale. La costante e acuta critica nei confronti della politica estera di diversi paesi e, in particolar modo, degli Stati Uniti, così come l'analisi del ruolo dei mass media nelle democrazie occidentali, lo hanno reso uno degli intellettuali più celebri e seguiti della sinistra radicale americana e mondiale.

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Due ore di lucidità


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copertina di Capire il potere

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