Recensione

In un futuro piuttosto remoto, L'alleanza è impegnata in un lunga guerra contro gli Invasori; per far fronte alla minaccia aliena, l'esercito è costretto a rivolgersi a Rydra Wong, rinomata poetessa, l'unica in grado di decifrare il codice Babel-17, utilizzato dal nemico in numerose missioni di sabotaggio. Rydra si accorge subito che il Babel-17 è ben più che un codice da decriptare, ma bensì è una lingua vera e propria; per svelarne i segreti, dovrà recarsi sul luogo del prossimo attentato, accompagnata da un improbabile e bizzarro equipaggio. "Babel-17" inizia seguendo tutti i canoni della space-opera più classica, ovvero astronavi, alieni invasori, un equipaggio a caccia di avventure, e per certi versi si porta dietro anche i difetti e le igenuità tipiche di questo genere. Ma il lettore è disposto più che volentieri a chiudere un occhio, perchè l'idea centrale è molto intrigante ben sviluppata. Il tema di base del romanzo riguarda la natura del linguaggio ed il modo in cui esso influenza il nostro modo di pensare. Premetto che sono totalmente a digiuno in fatto di linguistica, e questo romanzo mi ha permesso di considerare per la prima volta alcune interessanti questioni, riguardanti l'influenza che il linguaggio ha sulle nostre capacità di pensiero. Per rendere l'idea, vi racconto l'episodio in cui la protagonista si accorge che l'uomo che le sta di fronte non conosce le parole "Io" e "Tu"; è emblematica la domanda che Rydra si pone: "What could you say to a man who could not say 'I'?" (Cosa si può dire ad un uomo che non può dire "io"?). Questo è solo un esempio delle questioni che vengono sviscerate dal romanzo. Delany in questo romanzo mette in luce l'importanza di un problema troppo spesso liquidato con eccessiva facilità nel genere fantascientifico: le difficoltà di comunicazione tra individui che parlano lingue diverse. Tali difficoltà sono dovute alla struttura stessa della lingua, che tiene conto di differenze ambientali, culturali, nonchè nella stessa psicologia e negli schemi mentali della società che l'ha creato. Mi sono sempre risultate poco credibili quelle situazioni in cui il problema viene risolto con il magico "traduttore universale", in grado di interpretare una nuova lingua in pochi secondi. E' evidente fin dalle prime pagine che Delany non è certo uno scrittore improvvisato. Ha una padronanza linguistica tale da permettergli anche di giocare e sperimentare con la disposizione stessa delle parole sulla pagina (in una delle sequenze in cui la protagonista si ritrova a pensare in Babel-17). E quando si mette a disquisire sulla natura del linguaggio, lo fa di certo con cognizione di causa. In conclusione, si tratta di un romanzo molto interessante, mascherato dietro una facciata da space-opera. E' anche molto breve, solo 200 pagine, quindi fossi in voi non me lo lascerei scappare.


foto di Samuel R. Delany

Samuel R. Delany

Samuel Ray Delany nacque nel 1942 da una importante famiglia nera e crebbe ad Harlem. Sua madre, Margaret Delany, lavorava presso la biblioteca pubblica di New York mentre il padre gestì, dal 1938 fino alla sua morte, avvenuta nel 1960, un servizio di Pompe Funebri, Levy and Delany Funeral Home sulla 7th Avenue ad Harlem. Alle scuole superiori Delany incontrò la poetessa Marilyn Hacker, che sarebbe poi divenuta sua moglie nel 1961 e dalla quale avrebbe avuto una figlia. Tuttavia egli era un convinto bisessuale, e la stessa moglie era prevalentemente orientata verso i rapporti lesbici. Entrambi hanno avuto così varie relazioni omosessuali durante il matrimonio. Dopo diversi anni di separazione, i due hanno divorziato nel 1980, restando però in buoni rapporti. Delany ha iniziato a scrivere storie di fantascienza intorno ai 20 anni. Ha pubblicato, con un buon riscontro, ben nove romanzi tra il 1962 e il 1968, oltre a varie storie brevi. Il suo decimo e più popolare romanzo, Dhalgren, fu pubblicato nel 1974. Tra la fine degli anni '70 e gli anni '80 si dedicò al ciclo di Ritorno a Nevèrÿon composto da quattro romanzi. Delany ha inoltre pubblicato varie autobiografie più o meno romanzate relative alla sua vita come scrittore nero e gay nell'ambito di un matrimonio aperto, inclusa The Motion of Light in Water vincitrice di un premio Hugo. Dal 1988 ha insegnato lettere e letteratura comparata in varie università. Nota è anche la sua attività come critico letterario.

copertina di Babel-17

Scheda del libro

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