Recensione

Quattro ragazzi ventenni sono in viaggio verso l'Ariziona nell'america degli anni '70. Eli, ebreo brillante studente di filologia; Timothy, giovane rampollo di una facoltosa famiglia aristocratica; Oliver, studente di medicina di origini contadine; Ned, poeta omosessuale.

L'idea di intraprendere il viaggio nasce quando Eli scopre per caso nella biblioteca dell'unversità un antichissimo volume, il "Libro dei teschi", sorta di testo sacro di un misterioso e millenario ordine di monaci che sarebbero in possesso del segreto dell'immortalità. Per essere accolti nei loro ranghi è necessario che si presentino quattro candidati; due di loro dovranno morire, due di loro otterranno la vita eterna.

Nessuno dei ragazzi crede davvero a quanto riportato nel Libro, ma i quattro decidono comunque di mettersi in viaggio, alla ricerca della Casa dei Teschi, il monastero dell'Ariziona dove si nasconde il misterioso ordine monastico.

Generalmente, quando sono in cerca di un nuovo titolo da leggere, mi ritrovo a vagare per la rete, saltellando quasi a caso da un sito all'altro, finchè non trovo qualcosa che attira la mia attenzione. Nel caso di questo libro è bastato leggere la trama riassunta in poche righe: quattro ragazzi in viaggio verso un antico monastero, in cerca dell'immortalità. Un'idea dalla semplicità quasi disarmante, ma che mi ha affascinato immediatamente.

Ho anche stranamente deciso di leggermi un'edizione italiana (di solito preferisco leggermi tutto in lingua originale). Mi è andata bene, la traduzione è buona. Mi aspettavo un romanzo in cui l'elemento fantastico passasse in secondo piano, lasciando spazio all'introspezione dei personaggi: non mi sbagliavo.

L'opera di Silverberg è un vero e proprio viaggio nei meandri della psiche dei quattro protagonisti, condotto con grande maestria e con una buona dose di cinismo. Niente viene risparmiato ai quattro ragazzi, che alla fine dovranno affrontare ogni aspetto del loro vero Io, e solo chi sarà in grado di accettare ciò che scoprirà potrà sopravvivere. Ed ottenere la vita eterna? Chissà...

Ma a ben vedere questo è solo un dettaglio secondario. Non fatevi fuorviare, l'elemento fantastico qui è solo un pretesto, una scusa per scavare nella mente dei quattro protagonisti.

La vicenda è narrata in prima persona, alternando in ogni capitolo il punto di vista di uno dei quattro protagonisti. Questo è probabilmente l'aspetto più interessante, poichè questa scelta consente di avere accesso diretto ai pensieri di ciascuno dei quattro ragazzi. Qui Silverberg è veramente bravo nell'immedesimarsi nella psiche dei suoi personaggi, ed è un'impresa non da poco perchè i quattro ragazzi hanno personalità, mentalità e ambizioni diametralmente opposte.

Non sono un lettore particolarmente veloce, non mi piace "divorare" i libri in un paio di giorni come fanno molte persone che conosco. Di solito preferisco prendermi il mio tempo, assimilare una storia un po' alla volta, soprattutto con i libri che mi piacciono. Questo "Il libro dei teschi" è stato un'eccezione; sono arrivato in fondo in meno 3 giorni. Non sono riuscito a staccarmi fino all'ultima pagina.

Altro punto a favore di Silverberg. Un solo piccolo appunto; se fossi una donna, probabilmente mi sentirei leggermente offeso dal ruolo che i (pochi) personaggi femminili ricoprono nel romanzo, ovvero quello di meri strumenti sessuali (e non sto esagerando, si arriva al punto di "prestarsi" le fidanzate...). D'accordo, stiamo vedendo il tutto con gli occhi di quattro ragazzi ventenni nell'America degli anni '70, però mi è parso che Silverberg abbia calcato un po' troppo la mano da questo punto di vista. Per il resto, un romanzo davvero eccellente.

Un ultima nota. Ho notato con piacere che il titolo italiano della nuova edizione della Fazi è una traduzione letterale del titolo orginale, ovvero "Il libro dei teschi". Mi risulta che alcune vecchie edizioni avessero invece il curioso titolo di "Vacanze nel deserto" (cos'è, un film con Boldi e De Sica?).


Quotes

"Nella vita moderna non è rimasto nessun mistero. La generazione scientifica li ha distrutti tutti. "

"Il prezzo di una vita non può mai essere altro che una vita. Sappi, o nobile di nascita, che le eternità devono essere controbilancate dalle estinzioni, e per questo ti chiediamo di mantenere con lietezza l'equlibrio prestablito. Due di te ci impegnamo ad accogliere nel nostro gregge. Due dovranno scendere nelle tenebre. Come, vivendo, moriamo di giorno in giorno, così morendo, vivremo per sempre."


foto di Robert Silverberg

Robert Silverberg

Robert Silverberg (Brooklyn, New York, 15 gennaio 1935) è un prolifico autore di fantascienza, ripetutamente vincitore, tra gli altri riconoscimenti, dei premi Hugo e Nebula. Silverberg fu sin dall'infanzia un vorace lettore e cominciò a scrivere per riviste fantascientifiche dall'adolescenza. Studiò alla Columbia University, continuando a scrivere fantascienza. Il primo romanzo pubblicato, nel 1955, fu un libro per ragazzi chiamato (in lingua originale) Revolt on Alpha C. L'anno seguente vinse il suo primo premio Hugo, in qualità di "migliore scrittore esordiente" e facendosi così conoscere come una delle giovani promesse della letteratura fantascientifica. Per sua ammissione nei quattro anni successivi scrisse un milione di parole all'anno per il mercato fantascientifico. Nel 1959 quello stesso mercato crollò e Silverberg si riciclò in altri campi dai racconti storici alla pornografia soft. Nella metà degli sessanta gli scrittori di fantascienza cominciarono ad avere ambizioni letterarie maggiori. Frederik Pohl, editore di tre riviste fantascientifiche, offrì carta bianca a Silverberg, purché avesse scritto per lui. Così l'autore tornò alla fantascienza, approfondendo lo studio del suo primo amore letterario.

Altri libri di Robert Silverberg

Il libro dei teschi


Robert Silverberg
Fazi, 2004

copertina di Il libro dei teschi

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