Recensione

Joanne Walker, metà irlandese e metà nativa-amercana, lavora per il dipartimento di polizia di Seattle, ma non è esattamente un agente. E' un meccanico, si occupa delle auto del dipartimento. Forse per questo è benvoluta da tutti ed è considerata un po' la mascotte del dipartimento. Joanne sta tornando negli USA dopo un lungo soggiorno in Irlanda dove ha assistito la madre nei suoi ultimi mesi di vita. Ma mentre il so aereo aereo sta per atterrare, affacciandosi dall'oblò, Joanne assiste all'aggressione di una donna, inseguita da un uomo armato di coltello. Senza pensarci due volte, Joanne si precipita in soccorso della donna, ma le difficoltà non saranno poche; nessuno infatti vuole credere alla sua storia (forse perchè nessuno si spiega come possa vere assistito all'aggressione stando su un aereo in volo a molte centinaia di metri di quota...). Nella sua caccia alla misteriosa donna, Joanne dovrà così accontentarsi dell'aiuto di un arzillo tassista settantatreenne, che le si appiccia addosso appena mette il naso fuori dall'aeroporto. Sfortunatamente ad inseguire la donna era nientemeno che una sorta di semidio celtico, con cui Joanne dovrà fare i conti supportata solo dai suoi neo-scoperti poteri di sciamano (con tanto di spirito-guida nella forma di un coyote)... Dopo la gradevole sorpresa costituita dagli ultimi romanzi della saga "The Dresden files" di Jim Butcher, il genere urban fantasy mi aveva decisamente incuriosito. Così, spulciando un po' di recensioni qua e là, mi sono trovato tra le mani questo "Urban shaman". Non ho menzionato a caso Jim Butcher, dato che la Murphy ha decisamente un grosso debito nei confronti del creatore di Harry Dresden. Gli elementi sono sostanzialmente gli stessi: l'elemento magico calato nel contesto urbano contemporaneo, il tutto orchestrato da un protagonista dalla battuta fulminante e perseguitato dalla sfiga. Ma ahimè, qui il risultato è decisamente scarso... La protagonista Joanne Walker non mi ha convinto affatto, troppo impegnata a voler essere simpatica a tutti i costi per poter risultare anche credibile. L'idea abbastanza originale della sua discendenza celtica/nativa-americana viene solo buttata lì, senza minimamente essere approfondita. Gli altri personaggi sono poco più che comparse, tutti comunque in costante competizione a chi spara la battuta più divertente. Deprimente. La trama ha ben poco di originale da offrire; il tema principale è la leggenda della Wild Hunt, guardacaso già vista in un romanzo di Jim Butcher, anche se al momento non ho sottomano le date di pubblicazione, quindi non saprei dire chi è arrivato prima. Ma la cosa più seccante è la prevedibilità della trama. Troppo facile capire "chi è il colpevole" quando ci sono quattro personaggi messi in croce. Basta andare ad esclusione... Tirando le somme, su tre distinte saghe del genere urban fantasy che sono passate dal mio comodino (quelle di Anita Blake, Harry Dresden e appunto Joanne Walker), una sola è risultata passabile. Credo proprio che il mio interesse per il suddetto genere finisca qui...


Quotes

"I'm running Linux. It means I'm a computer geek. "

"When I was about nine, my father told me that forgiveness was easier to obtain than permission. "

copertina di Urban shaman

Scheda del libro

Generi