Recensione

Anni '60, siamo in piena guerra fredda. Fort Repose è una placida cittadina della Florida, dove la vita scorre serena nella più tranquilla routine. Randy Braggs conduce una vita abbastanza agiata, grazie alle rendite dei terreni di famiglia e dei suoi saltuari lavori come avvocato.

Ma tutto è destinato a cambiare quando Randy riceve un telegramma dal fratello Mark, alto ufficiale dell'intelligence, contenente la frase "Alas, Babylon". La frase è un segnale, un avvertimento che il peggio sta per succedere: una guerra nucleare con l'Unione Sovietica.

Randy tenta di prepararsi al meglio al disastro imminente, in previsione anche dell'arrivo della famiglia di Mark (moglie e due figli), inviata a rifugiarsi a Fort Repose. Ma il tempo a disposizione sarà pochissimo, poichè il giorno seguente avranno inizio i bombardamenti sovietici.

Completamente isolati dal resto del mondo, senza elettricità e senza rifornimenti di alcun tipo, per gli abitanti di Fort Repose inizia una durissima lotta per la sopravvivenza, di fronte all'inesorabile sgretolarsi della struttura della società civile...

Sono sempre stato affascinato dal genere post-apocalittico, in particolare da quello post-nucleare. Lo trovo molto istruttivo. Mi aiuta ogni tanto a ricordare che tutti quegli aspetti del nostro stile di vita che diamo per scontati ed immutabili, in realtà non sono affatto tali. Non sto dicendo che ci siano rischi immediati di guerra nucleare (anche se sono convinto che nei prossimi decenni, con la rapida industrializzazione di paesi come Cina e India, la lotta per l'accesso alle limitate risorse del pianeta si farà sempre più critica); però una maggiore consapevolezza della fragilità della nostra posizione credo non possa guastare.

Questo romanzo, pur non essendo esente da difetti, riesce egregiamente nell'impresa. Il tema principale è la descrizione di come la comunità di Fort Repose riesca a far fronte all'emergenza; l'aspetto più efficace è probabilmente il lento sgretolarsi di tutte le norme che regolano una società civile.

Si inizia con la perdita di valore del denaro: assistiamo infatti all'inizio della storia al suicidio di un banchiere, incapace di accettare di vivere in un mondo un cui la carta di una banconota vale meno di quella di un rotolo di carta igienica.

Lentamente si arriva alla condizione in cui ognuno pensa a sè stesso ed alla propria famiglia, ed è disposto a fare qualunque cosa per garantirne la sopravvivenza. Per certi aspetti, a mio parere l'autore presenta una situazione fin troppo edulcorata; più volte infatti ho avuto l'impressione che egli abbia "barato" a favore del protagonista. Randy infatti ha un fratello nell'intelligence che lo avvisa in anticipo di ciò che sta per accadere; il suo migliore amico guarda caso è l'unico medico della città; il problema critico del rifornimento di acqua viene risolto in scioltezza grazie ad una sorgente ardesiana che non può essere contaminata (e qui ho qualche dubbio sulla plausibilità della cosa); intorno alla sua casa ci sono campi di grano e frutteti; il vicino di casa è un ammiraglio in pensione con l'hobby della geopolitica; potrei continuare, ma credo di aver reso l'idea.

Nella realtà, a mio parere, un'emergenza simile avrebbe portato ad una situazione molto molto più critica. Però tutto sommato tutti questi difetti passano in secondo piano, poichè qui lo scopo è palesemente quello di descrivere le reazioni degli individui di fronte ad una situazione critica, aspetto che viene reso in modo molto efficace ed abbastanza realistico, soprattutto il passaggio da una società altamente organizzata e strutturata ad un insieme di individui che vive secondo la regola dell'"ognuno per sè".

Insomma, un romanzo forse non senza pecche, ma che centra in pieno l'obiettivo che si è prefisso. Un'ultima considerazione; ho notato una chiara somiglianza tra questo romanzo e la serie TV Jericho, attualmente in programmazione sulla rete USA CBS. La trama è praticamente la stessa, anche se i personaggi e le situazioni sono diversi. Se questo libro dovesse piacervi, fateci un pensierino.


Quotes

"The only way a general can win a modern war is not fight one"

"Standing on the brink of war has become our normal posture"

"You don't prevent a war by starting one"

"Today the rules had changed, just as Roman law gave way to atavistic barbarism as the empire fell to the Hun and Goth. Today a man saved himself and his family and to hell with everyone else"

"With the use of the hydrogen bomb, the Christian era was dead, and with it must die the tradition of the Good Samaritan."

"What a damn fool! I've got nothing but money."

"Keep it! I don't want money. What the hell's money good for? You can't drive it and you can't eat it and it won't even fix a flat."

copertina di Addio, babilonia

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