Recensione

Anarres e Urras: due pianeti gemelli,ma diversi come la luce e l'ombra.

Urras è un pianeta ricco, il suo territorio è diviso in innumerevoli nazioni costantemente in lotta, lo scopo dei suoi abitanti accumulare ricchezza.

Anarres è una colonia fondata da un gruppo di ribelli anarchici, che hanno abbandonato Urras in seguito ad una rivolta. Questi ribelli tentano di costruire la loro società ideale: nessun governo che limiti la libertà degli individui, il concetto di proprietà abolito.

Le condizioni di vita sono ardue perchè Anarres è un pianeta desertico ed inospitale. Tutti devono contribuire alla sopravvivenza della comunità, in una condizione di totale uguaglianza tra gli individui.

Su Anarres vive Shevek, un brillante fisico che sembra essere destinato a formulare una teoria che potrebbe rivoluzionare il modo di concepire i viaggi interstellari. Eppure la comunità scientifica di Anarres non sembra interessata al suo lavoro; la società di Anarres è ermeticamente chiusa in sè stessa, evita in ogni modo il contatto con l'esterno per evitare di essere contaminata dai valori capitalistici: i viaggi interstellari non rappresentano una priorità.

Shevek allora decide di lasciare Anarres e recarsi su Urras, nella speranza di poter portare a termine il suo lavoro in luogo dove esso possa essere apprezzato; ma nel suo cuore egli cova anche la speranza di poter costruire un ponte tra Urras ed Anarres, da troppo tempo divisi e apparentemente senza alcuna speranza di riconcilazione.

Arrivato su Urras, Shevek dovrà conrontarsi con una realtà dai valori etici e morali diametralmente opposti ai suoi, e comincia a dubitare che Urras sia il luogo giusto dove portare avanti le sue rierche, amesso che tale luogo possa davvero esistere...

La Le Guin qui tenta qualcosa di molto simile a quanto aveva tentato in "La mano sinistra delle tenebre": prendere la nostra società, eliminare completamente uno dei suoi elementi costitutivi e cercare di immaginare cosa potrebbe risultarne. In "La mano sinistra delle tenebre" l'elemento era la distinzione tra i sessi; qui si tratta dei concetto di proprietà e di governo.

Ancora una volta il risultato è eccellente; sebbene la struttura sociale di Anarres (priva di governo e di leggi) risulti un pochino nebulosa e nel complesso del tutto utopica ed irrealizzabile (e lo dico con grande amarezza...), le riflessioni che vengono proposte attraverso gli occhi del protagonista Shevek sono ancora più stimolanti di quanto non accadesse in "La mano sinistra delle tenebre". L'apoteosi è probabilmete rappresentata dal dialogo finale tra Shevek e l'ambasciatrice terrestre, davvero notevole.

Si tratta però di un romanzo profondamente introspettivo, che non si limita ad analizzare asetticamente le differenze tra due società antitetiche, ma racconta prima di tutto il dilemma che si combatte nell'animo del protagonista. Ed è in questo che la Le Guin eccelle in tutti gli aspetti.

Anche la scelta narrativa è interessante e decisamente azzeccata: la narrazione procede su due binari paralleli, che si sviluppano a distanza di alcune decine di anni l'uno dall'altro; in uno vediamo l'adolescenza di Shevek e la catena di eventi che lo portano alla decisione di recarsi su Urras; nell'altro assistiamo al suo arrivo su Urras e a tutti gli avvenimenti che ne seguono. Questa scelta si rivela sempre più azzeccata con il procedere della storia, fino ad arrvare al finale, che vede la partenza di Shevek da Anarres nel primo filone, ed il suo ritorno nel secondo, eveti narrati in due capitoli consecutivi del romanzo, conferendo quel senso di compiutezza, di circolo che si chiude.

Con "The dispossessed" e "La mano sinsitra delle tenebre", la Le Guin finisce dritta dritta tra i miei 5 autori preferiti, ed ho tutta l'impressione che ci resterà per parecchio tempo...


Quotes

"Like all walls it was ambiguous, two-faced. What was inside it and what was outside it depended upon wich side of it you where on."

"To die is to lose the self and rejoin the rest."

"To lock out, to lock in, the same act."

"Wasn't it immoral to do work you didn't enjoy?"

"Suffering is a misunderstanding."

"I'm trying to say what brotherhood really is. It begins - it begnis in shared pain."

"To be whole is to be a part; true voyage is return."

"He stood there hesitant a minute longer, and then, for the first time in his live, he closed the door of his own room."

"[...] he could not show him what freedom is, that recognition of each person's solitude wich alone trascends it."

"Government: the legal use of power to mantain and extend power."

"You see, we have neither prey nor enemy, on Anarres. We have only one another. There is no strength to be gained from hurting one another. Only weakness."

"We are poor, we lack. You have, we do not have. Everything is beautiful here. Only not the faces. On Anarres, nothing is beautiful, nothing but the faces. The other faces, the men ad women.We have nothing but that, nothing but each other."

""Waw waw waw, " said another voice. The room seemed to be full of people."

"[...] he felt that sense of being necessary which is the burden and reward of parenthood."

"There's a point , around age twenty, when you have to choose whether to be like everybody else the rest of your life, or to make a virtue of your peculiarities."

"It is hard to swear when sex is not dirty and blasphemy does not exist."

"he State recognizes no coinage but power: and it issues the coins itself."

"The means are the end."

"The enduring, the reliable, is a promise made by the human mind."

"Little children are stoical. They cry over bumps, but they take the big things as they come, they don't wine like so many adults."

"We came, Takver thought, from a great distance to each other. We have always done so. Over great distances, over years, over abysses of chance. It is because he comes from so far away that nothing can separate us. Nothing, no distances, no years, can be greater than the distance that's already between us, the distance of our sex, the difference of our being, our minds; that gap, that abyss wich we bridge with a look, with a touch, with a word, the easiest thing in the world. Look how far away he is, asleep. Look how far away he is, he always is. But he comes back, he comes back, he comes back.... (questa è straordinaria...)"

"Those who build walls are their own prisoners."

"[...] you call your theory nothing?" "Weigh it in the balance wth the freedom of one single human spirit, and wich will weigh heavier? Can you tell? I cannot"

"Free your mind of the idea of deserving, the idea of earning, and you will begin to be able to think."

"They say there is nothing new under any sun. But if each life is not new, each single life, then why are we born?"

""I wish I'd brough the picture, the baby sheep, to give Pilun." But he had not brought anything. His hands were empty, as they had always been."


foto di Ursula K. Le Guin

Ursula K. Le Guin

Ursula Kroeber Le Guin è figlia di Alfred Kroeber, un'autorità nel campo della antropologia, e di Theodora Kracaw, anch'essa scrittrice, che ebbe una notevole influenza nella formazione delle sue opere. Ursula crebbe nella sua città natale presso la Napa Valley e fu sin da subito una precoce scrittrice e appassionata di letteratura fantascientifica. Scrisse la sua prima storia all'età di nove anni e l'anno seguente inviò il suo primo racconto alla rivista Amazing Stories, che venne respinto. Alla fine degli anni '40 studiò letteratura maggiore all'Università della Columbia e si laureò in storia della letteratura francese e del Risorgimento italiano. Dopodiché si trasferì a Parigi, dove conobbe l'uomo che sarebbe divenuto suo marito, Charles A. Le Guin. Si sposarono nel 1953. Nel 1962 pubblicò il suo primo racconto fantasy, "Aprile a Parigi", e ricominciò a scrivere racconti di fantascienza. Il suo primo racconto di fantascienza apparve su Amazing Stories solo nel 1964, ma fu con il 1969 che arrivò la notorietà. In quell'anno vinse infatti i premi Hugo e Nebula per il romanzo La mano sinistra delle tenebre. In seguito vinse nuovamente gli stessi premi con il romanzo del 1975, I reietti dell'altro pianeta. Attualmente vive con il marito e tre figli a Portland, nell'Oregon. Si autodefinisce anarchica e femminista, ed è una dei rari esponenti della letteratura utopica moderna.

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Ursula K. Le Guin
Tea, 1969

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