Recensione

"Vampire: the Masquerade" è un celebre gioco di ruolo della casa editrice white wolf, nel quale i giocatori rivestono i panni di vampiri, perennemente in lotta fra loro nella millenaria Jyhad. L`aspetto più affascinante del gioco è indubbiamente il complesso background che fa da sfondo alle avventure, e che è il caso di introdurre brevemente per chi non lo conoscesse.

Secondo la leggenda, il primo vampiro fu nientemeno che Caino, il quale, dopo avere assassinato il fratello Abele, fu maledetto da dio e trasformato in non-morto. Caino scopre ben presto che la maledizione puó essere trasmessa ad altri tramite il cosiddetto Abbraccio: dopo avere prosciugato del sangue la sua vittima, il vampiro le fa bere qualche goccia del proprio sangue, generando così un nuovo non-morto.

La maledizione si trasmette così attraverso i millenni, sebbene i poteri di ciascuna generazione di vampiri siano inferiori rispetto alla precedente. La società dei non-morti è composta da 13 clan, ciascuno con una propria storia ed un proprio fondatore, un cosiddetto antidiluviano, antichissimo vampiro dai poteri immensi.

Durante il Medioevo, la santa inquisizione inizia a cacciare e sterminare i vampiri, che vedono per la prima volta la loro esistenza seriamente minacciata. Sette dei tredici clan decidono allora di allearsi in una setta chiamata Camarilla, che ha lo scopo di stabilire delle regole di comportamento volte a favorire la sopravvivenza dei vampiri. La regola fondamentale è la cosiddetta Masquerade, che vieta di rivelare ai mortali l`esistenza dei vampiri.

Opposta alla Camarilla è la setta del Sabbat, più violenta e disorganizzata, e che mira a sottomettere i mortali. La Jyhad, l'eterna lotta tra i clan, si perpetua così attraverso i secoli, in attesa della Gehenna, il momento in cui, secondo la leggenda, gli antidiluviani si risveglieranno dal loro torpore, portando la fine del mondo.

I romanzi della "clan novel saga" sfruttano questa interessante ambientazione, narrando degli scontri tra Camarilla e Sabbat per il dominio sul nord-america. In particolare, in questo volume viene raccontata l'improvvisa e violenta offensiva del Sabbat che, nel luglio del 1999, riesce a sottrarre numerose città della costa orientale al controllo della Camarilla.

Ho iniziato a leggere questa saga poiché, da amante del genere vampiresco, sono stato subito attirato dall'ambientazione (che in realtà è molto più complessa ed articolata di come l'ho descritta io). Da questo punto di vista non sono rimasto deluso, poichè i machiavellici complotti tipici della lotta fra i clan vengono rappresentati molto bene.

Altri aspetti mi hanno convinto un po' meno. Innanzitutto, questa edizione della saga è nata da un'opera di bircolage certosino sull'edizione orignale, che prevedeva ben tredici volumi, ognuno dedicato ad uno dei clan. Dato il successo riscosso, la White Wolf ha pensato di riproporre la saga, riordinando i capitoli dei volumi in rigoroso ordine cronologico, con gli ovvi vantaggi che ciò comporta. Il rovescio della medaglia consiste nella difficoltà di lettura, dovuta all'elevato numero di presonaggi, e dal fastidioso saltellare da un autore all'altro (poichè ogni capitolo è potenzialmente scritto da un autore diverso dal precedente). Se poi non si è familiari con l'ambientazione, il tutto risulta ancora più incasinato...

copertina di Vampire the masquerade: the fall of atlanta

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