Recensione

Due secoli nel futuro, l'uomo ha colonizzato gran parte del sistema solare. In seguito alla catastrofe causata da un meteorite schiantatosi nel nord Italia (siamo tutti autorizzati a toccare ferro...), viene finanziato il progetto Spaceguard, volto a monitorare costantemente i movimenti degli asteroidi, in modo da poter prevedere ed eventualmente prevenire il ripetersi di un simile disastro. Ma nessuno poteva immaginare la vera importanza che tale progetto avrebbe avuto nella storia dell'uomo.

Decenni più tardi, infatti, quando un corpo lungo più di 40 Km entra nel sistema solare, l'intera federazione dei pianeti è subito messa in allarme prorpio grazie alle stazioni Spaceguard. Ancora più grande sarà lo scompiglio quando rilevamenti più accurati riveleranno che si tratta di un corpo cavo e perfettamente cilindrico, che ruota intorno al proprio asse: qualcosa creato da una civiltà extraterrestre.

Il tempo a disposizione per esplorare l'artefatto alieno è molto ristretto, poichè nel giro di poche settimane esso si avvicinerà troppo al sole, costringendo ad interrompere la missione. Spetta all'equipaggio del comandante Norton sfruttare al massimo il poco tempo a disposizione per svelare i misteri di quello che si rivelerà essere un vero proprio mondo autosufficiente, un vascello progettato per viaggi interstellari della durata di interi millenni. Il tutto nella remota speranza che la missione possa portare ad un tanto agognato primo contatto...

Clarke, come suo solito, racconta l'esplorazione spaziale con ampia cognizione di causa; è chiaro fin dalle prime pagine che non procede improvvisando, ma basandosi su conoscenze approfondite, ed attingendo all'immaginazione solo quando è strettamente necessario. Clarke in pratica impiega le (notevoli) conoscenze scientifiche a sua disposizione per immaginare come potrebbe essere possibile costruire un vascello lungo 40 Km ed in grado di autosostenersi, da impiegare nei lunghissimi viaggi intergalattici.

Il risultato tuttavia non è un arido o asettico trattato scientifico, come forse ci si potrebbe aspettare, ma al contrario l'opera di Clarke riesce appieno a trasmettere le emozioni di un equipaggio che esplora un mondo artificiale creato da una civiltà extraterrestre. Insomma, realismo estremo, ma senza rinunciare al fascino del mistero e dell'esplorazione dell'ignoto.

Clarke è uno dei grandi della fantascienza di tutti i tempi, e questo "Rendezvous with Rama" è a pieno merito una delle sue opere più celebri e celebrate. Una lettura da non perdere per nessun motivo.


Quotes

"At least we have answered one ancient question. We are not alone. The stars will never again be the same to us."

"The human race has to live with its conscience. Whatever the Hermians argue, survival is not everything."


foto di Arthur C. Clarke

Arthur C. Clarke

Arthur Charles Clarke nacque a Minehead, nel Somerset (Inghilterra), il 16 dicembre del 1917. Da ragazzo, Clarke si divertiva leggendo con trasporto ed entusiasmo vecchie riviste di fantascienza. Dopo le scuole superiori (secondarie), non riuscì ad entrare in nessun college e di conseguenza iniziò a lavorare. Il suo primo lavoro fu di revisore dei conti per il governo. Durante la seconda guerra mondiale, lavorò per la Royal Air Force come esperto dei radar e fu coinvolto nel successivo sviluppo del sistema di difesa radar che consentì alla RAF di vincere la battaglia contro gli invasori nazisti. Dopo la guerra si laureò al King's College di Londra. Il suo più importante contributo può essere considerato l'idea che i satelliti geostazionari potrebbero essere il sistema ideale per le telecomunicazioni: propose questo concetto in un articolo scientifico dal titolo Can Rocket Stations Give Worldwide Radio Coverage? ("Possono le stazioni razzo fornire una copertura radio mondiale?"), pubblicato su Wireless World nell'ottobre del 1945. Proprio grazie a questo contributo, l'orbita geostazionaria è oggi nota anche come orbita Clarke o fascia di Clarke in suo onore. Nei primi anni quaranta, mentre militava ancora nella RAF, iniziò a vendere le sue storie di fantascienza alle riviste del settore. Lavorò anche, per breve tempo come viceredattore (Assistant Editor) al Science Abstracts, prima di dedicarsi a tempo pieno al mestiere di scrittore (1951). È stato anche presidente della British Interplanetary Society ("Società interplanetaria britannica") e membro dell'Underwater Explorers Club ("club degli esploratori subacquei"). Dal 1956 vive nello Sri Lanka a Colombo.

Altri libri di Arthur C. Clarke

Le guide del tramonto


Arthur C. Clarke
Del Rey, 1955

copertina di Incontro con rama

Scheda del libro

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