Recensione

Marmont, una cittadina industriale come tante altre. Eppure, poco oltre la periferia, qualcosa è cambiato irreversibilmente. Al di là di hangar e capannoni, in mezzo a una natura splendida, si estende un territorio dalle caratteristiche uniche. È la Zona: uno dei sei luoghi del mondo "visitati" dagli extraterrestri.

La Zona: un luogo magico e pericoloso, che pullula di fenomeni sconvolgenti, di oggetti dalle qualità straordinarie. Come dopo un picnic sul ciglio della strada, a metà del viaggio fra una galassia e l'altra, gli extraterrestri hanno mollato i propri avanzi sul prato. 'Avanzi' che hanno cambiato radicalmente leggi fisiche e natura di quei luoghi.

Accumulatori eterni, gusci energetici, antigravitometri sono strumenti di altissimo valore scientifico ed economico, prede prelibate di studiosi e trafficanti.

A Marmont è nata una nuova professione, quella di 'stalker'. Gli stalker entrano nella Zona a caccia di questi oggetti e li rivendono al miglior offerente. Tenace 'cercatore' dell'Istituto delle civiltà extraterrestri, Red Schouart, in arte Roscio, è sedotto dalla potenza della Zona. Rapido, fortissimo, deciso, è pronto a strisciare su un suolo imprevedibile a temperature insostenibili.

L'Eldorado sembra a un passo, in quel luogo assoluto, ma non sono né la ricchezza, né il potere, né la verità che premono a Roscio: è il brivido estremo della sfida, il desiderio di "bucare" lo schermo del possibile che lo spingono a trasgredire le leggi - fisiche e morali - di una comunità pavida e corrotta.

"Picnic sul ciglio della strada" non è un romanzo hard-scifi o di fantascienza avventurosa, come si potrebbe pensare leggendo il retro di copertina. Si tratta invece di un'opera riflessiva/introspettiva (nonostante l'idea di base possa fare invidia alle migliori space-opera).

Gli stalker e la Zona sono infatti solo un pretesto per proporre un'analisi della natura umana e sul comportamento umano di fronta all'ignoto. Gli aspetti tecnici/tecnologici della vicenda sono ridotti all'essenziale; dei mirabolanti oggetti che vengono recuperati nella Zona ci vengono forniti soltanto i fantasiosi nomi che vongono loro attribuiti, ma quasi nessuna descrizione delle loro proprietà o caratteristiche. "spruzzi neri", "gelatina di strega", "braccialetti" sono nomignoli affibbiati dagli stalker, che rendono perfettamente l'idea della totale ignoranza dell'essere umano di fronte a questi oggetti alieni ed incomprensibili, e della conseguente innata paura che l'ignoto suscita da sempre nell'animo umano.

Il vero cuore del romanzo sono prorpio le reazioni dei protagonisti di fronte agli avvenimenti inspiegabili ed inquietanti provocati dalla Zona.

Uno degli interrogativi che il romanzo propone riguarda proprio le conseguenze che la Visita degli extraterrestri ha avuto ed avrà sull'umanità. Il fatto che nel romanzo uno scenziato premio Nobel, nonchè massimo esperto mondiale sulle Zone, ammetta candidamente di non avere una risposta a questo quesito (e neppure agli altri che gli vengono sottoposti...) è indice della profonda irrequietezza che la Visita ha generato nel genere umano.

Con "Picnic sul ciglio della strada" mi è successo qualcosa di simile a quando ho letto "1984" di Orwell; ho realizzato la vera portata dell'opera solo diverso tempo dopo aver terminato la lettura, cioè dopo aver rimuginato a lungo sui concetti proposti dal romanzo. Queste sono le opere che in assoluto preferisco, quelle che ti spingono a riflettere e a farti una tua opinione sui temi che trattano; non esito quindi a definire "Picnic sul ciglio della strada" un classico della SF mondiale.


Quotes

"Con la Zona è sempre così: torni con la merce, miracolo; torni vivo, un successo; una pallottola dalla pattuglia, fortuna; e tutto il resto, destino..."

"L'umanità presa così è un sistema troppo stazionario, non si riesce a scuoterlo in nessun modo."

"La xenologia è un innaturale miscuglio di fantascienza e logica formale. Alla base del suo metodo c'è un principio sbagliato, l'attribuzione della psicologia umana a una mente extraterrestre."

"La ragione è la capacità di un essere vivente di compiere azioni inopportune o innaturali."

"L'uomo, o quantomeno l'uomo di massa, supera con facilità questo bisogno di sapere. Anzi, secondo me, questo bisogno proprio non c'è. C'è il bisogno di spiegare e per questo il sapere non è necessario. L'ipotesi di Dio, per esempio, offre un'incomparabile possibilità di spiegare assolutamente tutto, senza sapere assolutamente niente..."

"Io direi così: ci sono oggetti per i quali abbiamo trovato un'applicazione e li usiamo, anche se certamente non come li usano gli extraterrestri. Sono assolutamente convinto che nella stragrande maggioranza dei casi utilizziamo microscopi per battere chiodi."

"Voi mi chiedete: per cosa è grande l'uomo? Perchè ha creato una seconda natura? Perchè ha messo in moto forze quasi cosmiche? Perchè in un periodo di tempo insignificante si è impadronito del pianeta e ha aperto una finestra sull'Universo? No! E' grande perchè, nonostrante tutto questo, è sopravvissuto e ha tutta l'intenzione di sopravvivere anche in futuro..."

"Hanno paura, hanno paura, questi cervelloni... E così deve essere. Devono, anzi, avere ancora più paura do noi tutti, comuni mortali, messi insieme. Noi non ci capiamo niente, mentre loro, almeno, capiscono fino a che punto non ci capiscono niente."

"Sono un animale, lo vedi? sono un animale. Non conosco parole, non mi hanno insegnato le parole, non so pensare, questi vermi non mi hanno dato la responsabilità di imparare a pensare. Ma se tu sei veramente così, onnipotente, onniscente, se puoi veramente comprendere tutto... allora capiscimi. Guarda nella mia anima, io so che lì c'è tutto quello di cui hai bisogno. Deve esserci! L'anima non l'ho mai venduta a nessuno! E' mia, è umana! Tira fuori quello che voglio, non può essere che io voglia del male!... Al diavolo tutto! Non riesco a immaginare niente, tranne queste sue parole infantili: 'Felicità per tutti, gratis, e che nessuno debba andarsene via inascoltato!'"


foto di Arkadi E Boris Strugatzki

Arkadi E Boris Strugatzki

I fratelli Arkadij Natanovič Strugackij (Batumi, 28 agosto 1925 – Mosca, 12 ottobre 1991) e Boris Natanovič Strugackij (Leningrado, 14 aprile 1933 – San Pietroburgo, 19 novembre 2012) sono stati due scrittori sovietici di fantascienza. Iniziarono a scrivere nel 1959, firmando da allora sempre insieme le proprie opere.

copertina di Picnic sul ciglio della strada

Scheda del libro

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