Recensione

Le nove province della penisola del Palmo sono da più di vent'anni sotto il dominio di due spietati tiranni, Brandin di Ygrath e Alberico di Barbadior, che ora lottano fra loro per il controllo compelto della penisola.

Durante la guerra di conquista, Stevan, filgio di Brandin, fu ucciso in battaglia da Valentin principe di Tigana. Accecato dalla furia e dalla sete di vendetta, Brandin rade al suolo le città principali di Tigana, torturando ed uccidendo Valentin.

Ma questo non basta a placare al sua ira: egli scatena tutta la potenza della sua stregoneria per cancellare dalla memoria della popolazione dell'intero Palmo il nome di Tigana. Solo gli abitanti di questa sfortunata provincia possono pronunciare o sentire pronunciare da altri questo nome.

Venti anni dopo, un gruppo di superstiti della distruzione di Tigana, guidati da Alessan bar Valentin, lottano in segreto per riportare alla memoria della gente il nome di Tigana. Per raggiungere questo scopo vi è una sola via possibile: uccidere Brandin.

Ma Alessan sa che eliminando lo stregone di Ygrath, non farà altro che lasciare libera la via ad Alberico di Barbadior, cui nessuno sarebbe più in grado di opporsi. Per questo motivo mira ad un obiettivo ben più ambizioso: eliminare entrambi i tiranni in un colpo solo.

Tigana è palesemente ispirato alla storia italiana del rinascimento; lo stivale d'Italia diventa infatti la penisola del Palmo, diviso e dominato da due oppressori stranieri. I nomi stessi dei personaggi e dei luoghi vanno pronunciati "secondo le regole della lingua italiana", come spiega lo stesso autore nell'introduzione. E' bello vedere ogni tanto vedere anche all'estero un po' di considerazione per la nostra bella penisola.

Ma veniamo al romanzo vero e proprio. La trama in sè è piuttosto lineare (forse un po' troppo), ma è anche molto ben raccontata. Kay è un gran narratore, e lo si capisce fin dalle prime pagine. L'attenzione è quasi sempre incentrata sui personaggi e sulle loro passioni ed emozioni, piuttosto che sugli aspetti politico-militari della storia.

Nonostante i dialoghi non siano troppo abbondanti, i personaggi (soprattutto Alessan e Catriana) risultano tutto sommato ben caratterizzati.

Dovendo cercare qualche difetto, tenderei a puntare il dito su una certa sensazione ingenuità generale della trama. Vedere un personaggio come Dianora, che si innamora dell'uomo che ha sterminato la sua famiglia e distrutto la sua provincia, ha un che di finto e poco credibile. L'amore sarà anche cieco, ma entro certi limiti...

Qui probabilmente è questione di gusti personali, ma io preferisco di gran lunga la crudezza ed il realismo di un Martin, che non esita a sterminare schiere dei suoi personaggi se la storia lo richiede. In Tigana ho invece l'impressione che i protagonisti se la cavino un po' troppo a buon mercato (un lieto fine un po' troppo lieto, insomma, che ha l'effetto collaterale di risultare poco credibile). Volendo fare un confronto con le due pietre miliari del genere, che imho sono "Il Signore degli Anelli" e le "Cronache del ghiaccio e del fuoco", questo Tigana è indubbiamente più simile al capolavoro di Tolkien, sia come stile narrativo che come tipologia di trama (siamo pur sempre di fronte ad uno scontro tra bene e male, oppressori ed oppressi), ma senza (ovviamente) lo spessore ed il realismo del background della Terra di Mezzo.

Tutto sommato è un romanzo che mi sento di consigliare, anche se di certo non riesce ad entrare nell'elenco dei miei preferiti.


foto di Guy Gavriel Kay

Guy Gavriel Kay

Guy Gavriel Kay (Weyburn, 7 novembre 1954) è uno scrittore canadese. È autore di molti romanzi fantasy, per la maggior parte di ispirazione storica.

copertina di Il paese delle due lune

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