Le origini della fantascienza

Non amo molto le raccolte di racconti perché mi piace immergermi nelle storie e preferisco che mi facciano compagnia per un po' di tempo. Il racconto, insomma, è troppo mordi e fuggi per i miei gusti.
Ma c'è sempre spazio per rivedere le proprie posizioni e soprattutto è bello ogni tanto sconfinare dalle proprie preferenze. Può capitare di esserne piacevolmente colpiti, come in questo caso.
La maggioranza dei racconti mi è proprio piaciuta. Certo si tratta di opere datate, ma credo che il fascino stia anche in questo. Quando la fantascienza non aveva bisogno di grandi espedienti per colpire e affascinare.
Prendiamo ad esempio la sentinella. Racconto da una paginetta e mezza, ma di un'incisività' davvero notevole.
Particolarmente apprezzabili sono poi i racconti in cui si narra degli effetti negativi che potrebbe avere lo strapotere delle macchine sull'uomo. Per me che sono sempre un po' reticente verso le nuove tecnologie sono praticamente dei rinforzi al mio pensiero...
Alcuni racconti, ma sono pochi, non mi hanno detto molto. È il caso di "pioggia senza fine" (non me ne voglia Bradbury), "miraggio" e "i nove miliardi di nomi di Dio".
Fiori per Algernon, invece, l'ho trovato di difficile lettura per il linguaggio sgrammaticato con cui è scritto. Linguaggio sicuramente adeguato alla narrazione, ma che richiede uno sforzo in più nella lettura. Sforzo peraltro ampiamente ripagato dalla profonda umanità e tenerezza del racconto.

copertina di Le meraviglie del possibile

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