Natura incontaminata, coscienze sporche

Bella la trama, ma soprattutto bello il modo in cui si dispiega la storia. In parallelo ci viene raccontato ciò che accade a Lila nel presente e ciò che hanno vissuto 5 ragazzi nell'80, quando decisero di vivere tutti insieme in un cottage sperduto sulle rive di un lago.
Fin dall'inizio ci si chiede quale sia il legame tra le due storie e il merito dell'autrice sta proprio nello svelare pochissimo e in modo molto cauto, cosicché fino agli ultimi capitoli non si raggiungono certezze, solo supposizioni.
Personalmente ritengo che il personaggio di Kat sia detestabile. Non mi è mai piaciuto fin dall'inizio, figuriamoci poi sul finale di cui non voglio svelare nulla.
Anche Simon non mi è risultato simpatico ed è incredibile come sia riuscito a manipolare tutti piegandoli al suo volere.
Aggiungo solo un'ultima riflessione personale. Nell'ultimo capitolo, quando viene svelato l'ultimo colpo di scena (il momento del tè per intenderci), mi è venuto spontaneo pensare alla coscienza di Zeno di Italo Svevo. So che il paragone è azzardato, ma per certi versi il rapporto tra le due sorelle è simile a quello tra Zeno e suo cognato, soprattutto nelle conseguenze. Ho detto troppo?

copertina di L'azzurro del cielo non ricorda

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