A Srebrenica l'unico modo per restare innocenti era morire

Mi ha fatto conoscere un fatto della storia recente di cui avevo solo sentito vagamente parlare. Si tratta invece di una vera e propria strage, avvenuta poco lontano da noi durante la guerra nella ex Jugoslavia.

Ho apprezzato molto la scelta dello scritto di narrare la storia seguendo il punto di vista di tre personaggi diversamente coinvolti nella vicenda: un militare olandese, un soldato serbo e un giudice chiamato ad esprimere il proprio parere sul massacro di Srebrenica.

L'insieme di questi tre punti di vista ti fa capire come la guerra venga sempre a creare situazioni indefinite in cui stabilire chi sia innocente chi colpevole è sempre difficile.

copertina di Come fossi solo

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