Un romanzo che ne contiene altri dieci, cento, mille

Ho preso in prestito una citazione tratta dalla quarta di copertina per il titolo di questa recensione, in quanto mi sembra che riassuma bene l'essenza del romanzo.

In effetti in questo libro c'è un po' di tutto: avventura, storia, leggenda, passione, violenza. Davvero un intreccio molto vario, anche se non esente da momenti di noia, d'altra parte perdonabili in un tomo di mille pagine.

Interessantissima la storia degli aztechi raccontata dal punto di vista di uno di loro, il popolo conquistato dai "civili" conquistadores.

Gli Spagnoli non ne escono assolutamente bene. Sia per le continue critiche che Mixtili rivolge loro nel corso della sua narrazione e che dimostrano una logica molto più ferrea di quella europea, sia per la descrizione stessa degli avvenimenti accaduti.

Molto simpatica poi l'idea delle lettere inviate dal vescovo al re spagnolo. Serie nelle intenzioni, ma piuttosto ridicole alla lettura, esemplificative del pensiero colonialistico.

Altri libri di Gary Jennings

Nomadi


Gary Jennings
Rizzoli, 1995

copertina di L'azteco

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