Recensione

La cosa che mi ha lasciata più perplessa di questo romanzo, che nel complesso mi è piaciuto, sono i personaggi, purtroppo tutti piuttosto "piatti". Non presentano sfaccettature nella loro caratterizzazione e non evolvono nel corso delle ben 1000 pagine.

Billy, in particolare,l'ho trovato parecchio antipatico e poco realistico. Il minatore che viene da una famiglia povera in cui non ha studiato altro che la Bibbia, ma, chissà come, sa sempre gestire le situazioni facendo anche da guida a chi, in teoria, dovrebbe essere più competente, e, alla fine, si improvvisa anche avvocato!

Anche sua sorella Ethel non è da meno: riesce sempre a cadere in piedi e a fare una sfolgorante carriera ricevendo sempre e soltanto ammirazione.

Dal punto di vista strettamente storico, invece, il romanzo è molto attendibile. Si vede che Follett si è basato su un attento lavoro di documentazione che gli ha permesso anche di ricostruire il contesto sociale di quegli anni in modo fedele.

Utile per approfondire i fatti della prima guerra mondiale e della rivoluzione di ottobre.

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copertina di La caduta dei giganti

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